OPIFICIO FIORENTINO, innovativamente tradizionale!

Un menù creato ad hoc dallo Chef Jonathan Dreoni, la sincerità e purezza di Emiliano Alessi (manager e punto di riferimento) e un perfetto equilibrio tra tradizione, stagionalità e innovazione, queste sono le solide basi su cui è stato ideato Opificio Fiorentino.

Il locale ci ha ospitati per un pranzo speciale, alla scoperta di nuovi sapori, gusti e consistenze. Se volete conoscere meglio il locale ed il concept store vi rimando all’articolo di Mi’nfilo in cucina e alla pagina ufficiale! Il mio intento è invece comunicarvi l’eleganza delle proposte degustate e il perfetto intreccio tra storia-novità.

A partire dall’antipasto: fiori eduli fritti in pastella di farina di riso con gazpacho di pomodori e pepe verde. È stato come aprire una finestra a primavera: il profumo, i colori e l’emozione. Ma la cosa migliore è che i fiori sono stati preparati per essere non solo parte visiva e cromatica del piatto, ma vera e propria consistenza e gusto da assaporare lentamente.

Quello che davvero mi ha sorpreso è stata proprio la carnosità di questi fiori in pastella:

  • Begonia, pianta molto diffusa di cui esistono circa 900 specie, ma di cui possiamo mangiare solo la varietà Tuberhybridadi. È ottima anche per insalate e drink estivi, dato il suo leggero gusto acidulo.
  • Calendula, i cui fiori sono preziosissimi nelle scienze erboristiche; il suo aroma è spiccato e riconduce allo zafferano. I suoi fiori possono essere utilizzati cotti o crudi per la preparazione di svariate portate.
  • Tagete, ottimo come digestivo, è squisito sia insalate sia nelle fritture.
  • Fiori di Salvia, dal sapore simile a quello delle foglie, ma più delicato.

A seguire una selezione di salumi e formaggi per enfatizzare il legame con la tradizione e la terra, un risotto innovativo con speck, mela Granny Smith e un tocco curioso e aromatico di curry.

Come seconda portata ci hanno proposto un tenero e succulento filetto di manzo con riduzione di Etrusco (vino di punta dell’azienda Cennatoio, situata nel Chianti Classico) e delle sorprendenti nuvolette di animelle con prosciutto croccante al balsamico.

Dopo le nuvolette, ancora più soffice e godurioso è stato il finale golosissimo del “Dolce Firenzeaccompagnato da crema calda al Vin Santo, una specialità che riporta al passato e alla storia poiché creato da Gabriella Lombardini (mamma di Emiliano) nel 1990.

Questa grande varietà di proposte influenzate da gusti elaborati e speziati mostra l’apertura e la disponibilità al dialogo dell’Opificio con culture e tradizioni diversa e lontane.

La struttura del locale stesso mostra forti punti di contatto tra tradizione e innovazione, l’architetto Luca Baldini è infatti riuscito a ricreare forti richiami alle tipiche strutture chiantigiane ma al contempo inserire elementi dell’architettura industriale. Tutto è curato nei minimi dettagli, dalle posate ai coloratissimi piatti, dal servizio alla disposizione dei prodotti in vendita.

Insomma se volete scoprire il legame unico tra “Vino, sapore e arte” non vi resta che fare un salto da Opificio Fiorentino!

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