Un tuffo nei sapori cremaschi

Sabato 28 novembre, manca meno di un mese a Natale! L’aria è fredda ma il sole ci accompagna in questa nuova esperienza. Siamo diretti a Ripalta Cremasca, più precisalmente nella frazione di Bolzone, dove lo chef Stefano Fagioli e tutto il suo staff ci ospiteranno per una giornata intensa ed indimenticabile.DSC_3701Eccoci, noi blogger di iFood, impazienti all’entrata della Trattoria Via Vai. Il locale è piccolo ed accogliente, semplice e curato nei minimi dettagli. Iniziano le presentazioni ma non perdiamo tempo; la cucina ci aspetta!

DSC_4116Il programma è ricco di sorprese. Si inizia con un buon caffè per poi passare immediatamente all’impasto del pane con Katia Gnidan, il primo è a base di manitoba, farina di farro e grano saraceno, malto (che formerà poi la crosticina esterna), olio evo, lievito di birra e in polvere ed infine latte. Il secondo tipo di pane è invece ai cereali e, al posto del latte, acqua.

DSC_3594_editedMentre l’impastatrice lavora noi proseguiamo con la preparazione di quello che sarà il nostro antipasto. La ricetta delle quaglie in sfoglia di patate è ripresa da George Cogny, chef che ha portato nel piacentino la nouvelle cuisine e con il quale Fagioli ha avuto il piacere di condividere un breve periodo di formazione. Nicolò Pozzoli ci mostra la tecnica più efficace per la disossatura e qualche blogger coraggiosa si cimenta in questa nuova sfida.

Ci immergiamo poi con dolcezza nella preparazione di un dolce per me nuovo, la sabbiosa (ottima anche per i celiaci). Questa è una torta dalla pasta asciutta che verrà usata nel tiramisù in sostituzione dei savoiardi.

Ricetta:
400 g di zucchero
400 g di burro
4 uova
400 g di fecola
1 bustina di lievito per dolci
1 tazzina di MarsalaDSC_4123_edited
Procedimento:
Partiamo montando il burro fuso tiepido e lo zucchero. Uniamo poi la fecola e aggiungiamo un uovo alla volta mentre la planetaria continua a mescolare l’impasto. Infine aggiungiamo una bustina di lievito per dolci stemperato in una tazzina di Marsala, continando ad amalgamare il tutto.
Dividiamo poi il composto in due teglie ricoperte con carta forno (oppure imburrate ed infarinate) e inforniamo a 180°C per circa 40 minuti.
Ritorniamo ora alle preparazioni che ancora dobbiamo seguire attentamente. Un’altra novità che stupisce tutti è l’utilizzo della creta alimentare per avvolgere le faraone portate da AgriGre (azienda che lavora sul territorio, in cui gli animali vengono allevati senza spinte alimentari né ormonali, a terra in un grande spazio aperto ed erboso. Si nutrono di cereali prodotti in azienda analizzati e garantiti nella qualità).DSC_3577_edited

DSC_3669_editedAd accompagnare la faraona sarà il pipeto; un piatto cremasco a base di verza stufata burro (tanto burro), aglio, Parmigiano Reggiano, noce moscata e sale.

Una cosa che mi piace ricordare arrivati a questo punto è l’importanza che lo Chef da alla materia prima. Lui stesso dice: “io al ristorante cucino con quello che userei anche a casa mia, che darei da mangiare a mia figlia, così da poter mantenere la qualità costante!”

DSC_3920Cosa mancherà ora? Il Re di questa giornata: il tortello cremasco! Ci viene in aiuto la signora Vittoria, spiegandoci alla perfezione gli ingredienti del ripieno: amaretti cremaschi con cacao, uvetta passa, cedro candito, mostaccino (biscotto aromatizzatore), mentine, Parmigiano, pan grattato e noce moscata.
La sfoglia è quella tipica con uova e farina, viene poi tirata e se ne ricavano dei cerchi da riempire con una noce di composto dolciastro. Per la chiusura si utilizza invece la tecnica della pizzicatura, che rende questo tortello unico nel suo genere!

Il profumo che sprigionano questi piccoli gioielli è unico e noi siamo pronti ad assaggiarli!

La lunga tavolata è pronta, il pane che abbiamo preparato in mattinata è ancora tiepido e l’antipasto di quaglie arriva in un batter d’occhio.
Si brinda a noi e alla trattoria Via Vai che ci ha ospitati tutti con grande calore!
Si continua con i tortelli cremaschi, che ci vengono serviti come una volta in mezzo alla tavola.

Ecco poi arrivare la faraona, seguita da pipeto e polenta.DSC_3952_editedPer concludere in bellezza ognuno può crearsi la propria versione di tiramisù alternando crema al mascarpone, sabbiosa, caffè e cacao. C’è chi abbonda con la crema, chi taglia la torta più sottile, chi limita il caffè a qualche goccia, ma nessuno può rinunciare ad una bontà simile!

E allora non mi resta che ringraziare tutti quanti, per la disponibiità. per la simpatia e per aver reso questa giornata ricca di emozioni!DSC_3694DSC_3912DSC_3931_editedDSC_4038

Eleganza, Equilibrio ed Emozioni al 22Milano

“Le cose più semplici sono le più difficili da realizzare! Questa è la nostra sfida: offrirvi tutti i giorni, a qualsiasi ora, piatti e prodotti semplici, ma genuini, gustosi e sani!”

Curiosi? Io tanto, tanto, tanto, tanto, tanto (come sempre).

12305634_10206534014002657_1919752819_nNon posso lasciarmi sfuggire l’occasione di partecipare al secondo di 5 appuntamenti con i giovani chef di Euro Toques Italia, proprio al 22Milano, “new opening” in via Principe Amedeo, nel cuore economico della città.

Prendo la valigia e con il primo treno per Milano Centrale disponibile riesco ad arrivare puntualissima all’appuntamento con Giulia, la mia accompagnatrice durante tutta la serata.

Il locale si trova in corrispondenza con la M3, fermata Turati. Già dall’esterno rimaniamo colpite dall’ampia vetrata che ci lascia scorgere l’atmosfera ricercata e moderna che respiriamo appena entrate. L’arredamento è curato, ricco di geometrie e contrasti. I tavoli, in legno invecchiato 30 anni, danno un tocco di vissuto, naturale e originale, a differenza del pavimento monocolore, molto moderno, e delle pareti nude. Questo connubio di creatività italiana riesce a rendere il tutto molto caldo ed accogliente, forse anche grazie alle lampade che sovrastano i tavoli, come fossero pezzi vintage, dalle forme pulite ed aggraziate.

Ma passiamo ora alla serata. Questa è la volta del giovane Fabio Silva, executive chef al Derby Grill, il ristorante dell’Hotel de La Ville di Monza.

12308899_10206534013362641_349541794_nCi accomodiamo ad uno dei bellissimi tavoli (perfetti come base per le fotografie di noi foodblogger incalliti) sorseggiando un profumato Grillo di Noto Feudo Maccari che ci accompagnerà tutta la serata, accanto ad altri due vini rossi. Da notare anche il gusto per i dettagli che hanno avuto gli ideatori del locale, Lily Yen e Piergiulio Lanza, nella personalizzazione dei calici molto fine e ricercata. 12283215_10206534013242638_253813990_nAd aprire la cena ci vengono serviti i piatti preparati dal resident chef Sandro Giannone: vellutata di zucca, flan arlecchino con mentuccia e una crema di fave e cicoria. Il piatto principe della serata è però l’ossobuco di vitello in gremolada con conchiglioni Monograno Felicetti e farcia di ortaggi di stagione, una rivisitazione fatta da Silva di un classico regionale lombardo. Questa è una versione nuova, in cui troviamo solamente del riso soffiato in accompagnamento e un gel di zafferano. Il tutto concorda quindi con la volontà di preparare un piatto “buono sì, ma anche sano e leggero”. 12285710_10206534012242613_2138912103_n12312106_10206534010642573_709010311_nL’ora del dolce non tarda ad arrivare, una torta tenerina al cioccolato cattura il mio palato ed il mio sguardo, soprattutto grazie all’avvolgenza data dalla crema al mandarino e alla delicatezza dei fiori edibili.

Il tempo scorre in fretta quando si sta bene e ci si diverte. Infatti, senza accorgersene, la serata è volta al termine. Si conclude con la presentazione degli chef e del concept del locale. La sensazione è quella di un ambiente in grado di ospitare una clientela varia e disparata durante tutto l’arco della giornata; dalla colazione al dopocena.

Le tre serate successive vedranno come protagonisti Jorge Sanchez del Terzo Crotto di Cernobbio (CO), mercoledì 2 dicembre; Davide Maci del The Market Place di Como, mercoledì 16 dicembre; ed il presidente di Euro-Toques International, Enrico Derflingher, che concluderà questo originale esperimento gastronomico il 22 dicembre.

Ringrazio per questa serata Tiziana Colombo, Fabio Silva, lo staff del 22Milano, ma anche la mia super accompagnatrice Giulia. 12277120_10206534011522595_29531290_n

L’ultima cosa che posso dire è che al 22Milano non importa che ora sia o che tu abbiamo voglia di dolce o salato, questo locale multitasking saprà accontentare ogni vostra esigenza. Detto ciò, il mio consiglio è: PROVATELO  e non rimarrete affatto delusi

Contatti:
Milano, via Principe Amedeo 2/7
+39 348 8219605
info@22milano.com

#FestadelTorrone

Ore 9:00, partenza da Parma. Si prevede una giornata intensa, ricca di emozioni e dal freddo pungente. Il sole è già alto nel cielo e il tragitto che mi divide dalla destinazione è breve.

Arrivo a Cremona affamata e mi getto su un cannolo alla crema appena farcito che subito mi lascia intuire quanto la mattinata sia partita nel migliore dei modi.

Iniziamo il tuor di Cremona con la nostra guida
Iniziamo il tuor di Cremona con la nostra guida

Tutti puntuali; si inizia la visita turistica per le viette del centro storico.

Tante sono le curiosità ed i segreti di questa elegante Città che ci vengono svelati durante il tragitto. Riusciamo infatti a scorgere le vecchie fondamenta e strade cittadine, i mattoni precedentemente appartenuti al Castello utilizzati poi per erigere la Cattedrale (simbolo di unione tra Chiesa e Comune) ma anche le incisioni lasciate dai condannati a morte, sotto l’arco che unisce Duomo e Battistero, prima di subire la pena.

Ma non dimentichiamo il perchè del nostro Tour proprio in questa cittadina: il Torrone, o meglio, la Festa del Torrone.

La Festa
La Festa
Negozio storico Sperlari in centro Città
Negozio storico Sperlari in centro Città

Come sempre, quando si tratta di ricercare l’origine di un prodotto, si inciampa in leggende e racconti che attirano l’interesse dei turistri curiosi.

Per quanto riguarda questo dolce tipico, si narra che il 25 ottobre 1441 Bianca Maria Visconti sposò Francesco Sforza ed il primo esemplare di Torrone fu creato proprio per il loro pranzo nuziale. Avrebbe avuto la forma di un parallelepipedo, come il Torrazzo, campanile della Cattedrale cremonese, ed etimologicamente parlando possiamo intuire la somiglianza tra Torrazzo e Torrone.

È una storia affascinante, ma forse troppo bella per essere vera…

Nonostante le storie che si sviluppano attorno a questo enorme argomento, permane inscindibile l’associazione tra prodotto dolciario e territorio in cui lo si produce.

Blogger alle prese con il selfie
Blogger alle prese con il selfie

Nelle zone di Cremona troviamo infatti aziende come la Rivoltini, la Sperlari e la Vergani, che fanno delle loro creazioni uno dei simboli locali.

Ore 12:30: giungono delle voci che Santin e cobriccola siano al ristorante, proprio dove avremmo pranzato anche noi. Quindi, scappiamo dalla Cattedrale e camminiamo a razzo verso l’Osteria degli Archi. Le voci non mentivano, il team Zietta era al nostro stesso tavolo, intento a leggere il menù.

Ma la parte migliore arriva dopo l’abbondante mangiata: un assaggio in “anteprima” dei dolci che gli abili pasticceri hanno poi presentato in piazza.
I DOLCI
Cremona, di Maurizio Santin
Cremona, di Maurizio Santin

Dolce di Maurizio Santin “Cremona”: dolcetto che sprigiona tutta la sua semplicità attraverso una namelaka di cioccolato al 70%, biscotto alla mandorla che ricorda l’amaretto, crema di zucca, chantilly con mascarpone, crema di torrone e profumo di miele.

Dolce di Fabrizio Galla: base di torrone sbriciolato, pasta di torrone, pan di spagna al cioccolato senza farina, bavarese al torrone, crema al cioccolato fondente al 75%, spruzzo di cioccolato e decoro con glassa lucida e fiocco di neve.

I dolci del team Zietta
I dolci del team Zietta

Dolce di Alessandro Servida: fondo di sbrisolona, ganache montata con cioccolato bianco e pasta di torrone, salsa di mango e frutto della passione, decoro con frolla ricostruita a base di torrone e cioccolato bianco.

Dolce di Davide Comaschi: cioccolatino ripieno con pralinato interno a base di pasta di torrone puro e granella di torrone macinata, involucro di cioccolato, burro di cacao e oro.

La giornata si è poi conclusa con lo showcooking del team Zietta nella bellissima cornice tra Duomo e Battistero, accompagnata dall’arrivo di Enzo Iacchetti e tante fragorose risate.

Un grazie a tutta l’organizzazione della Festa del Torrone, a Ornella Daricello e alle blogger presenti! Alla prossima, Cremona!

Il Duomo
Il Duomo

Lezioni di cucina da Ginger for Breakfast

CHI: oggi la nostra cuoca personale è Francesca, una donna e super mamma cresciuta in una famiglia emiliana. Fin da piccola i genitori l’hanno indirizzata verso la cucina; legata alla tradizione da parte della madre e più moderna quella del padre. Ha poi viaggiato a lungo durante il suo percorso di crescita lasciandosi influenzare dalla cultura romana, napoletana e siciliana, alla scoperta dei grandi piatti classici. Ma non finisce qui, perchè, l’ideatrice di “Ginger for Breakfast” ha lavorato anche in Francia, Canada e Inghilterra, entrando in contatto con popolazioni di lingue ed usi differenti. Tutto ciò le ha permesso di scoprire nuovi sapori e riportarli al meglio nelle sue ricette segrete.

DOVE: Francesca è tornata ora nella sua terra natìa, a Parma, centro enogastronomico italiano d’eccellenza. La sua “umile dimora”, in cui ospita i clienti golosi, si trova fuori del caos cittadino ma a pochi passi dal centro.

COSA: L’ambiente in cui lavora la giovane Cuoca è ideale per i palati curiosi che desiderano cimentarsi in divertentissime lezioni di cucina, che ti permettono di scoprire trucchi infallibili per ripetere a casa le super ricette imparate. Ma non solo; si preparano pranzi, cene, brunch, take away e molto altro. Chiedete a Francesca e lei saprà accontentarvi!

QUANDO: Sempre! Ginger for Breakfast è una realtà in continuo movimento, attiva su più fronti ed instancabile. Ci sono sempre iniziative diverse e si possono concordare le date per pranzi e cene direttamente con Francy. Io ho passato uno splendido sabato mattina cimentandomi in una lezione incentrata sulla PATATA, che si è conclusa poi con tante bollicine, tortelli appena fatti, gattò di patate e patatine fritte (quelle vere!).

Curiosi? Trovate tutto qui: Ginger for Breakfast

Come sempre, penso che le foto parlino da sole. Quindi ora vi lascio qualche ricordo visivo di questa giornata, sicura che apprezzerete e riuscirete a cogliere l’atmosfera calda e gioiosa che si respira da Francesca. Devo dirvelo: la nostra Cuoca è in realtà anche attrice, e per questo è capace di ammaliarvi e coinvolgervi durante tutta la lezione! Non fatevi scappare questa bellissima opportunità. Saprà stupirvi!

La tavola da Ginger for Breakfast al nostro arrivo
La tavola da Ginger for Breakfast al nostro arrivo
L'ambiente
L’ambiente ricercato
La pasta fresca prima del riposo
La pasta fresca prima del riposo preparata da un’allieva
Gattò di patate napoletano
Gattò di patate napoletano pronto da mettere in teglia
Alle prese con la sfoglia dei tortelli
Alle prese con la sfoglia dei tortelli
Eccoli! I tortelli di patate "come li fa mia nonna"
Eccoli! I tortelli di patate “come li fa mia nonna”
L'allieva (in primo piano) e la cuoca (sullo sfondo)
L’allieva (in primo piano) e la cuoca (sullo sfondo)
Impiattiamo i TORTELLI!
Impiattiamo i TORTELLI di patate con burro fuso e Parmigiano Reggiano 30 mesi
Patate fritte, quelle vere!
Patate fritte, quelle vere!
Chips di bucce di patata BIO fritte!
Chips di bucce di patata BIO fritte con aglio e rosmarino!
Olèèèèèèè
Olèèèèèèè! la padrona di casa ha detto che è ora di stappare!
Ora si mangia. Qui da Ginger è quasi Natale!
Ora si mangia. Qui da Ginger è quasi Natale!

Ecco, è tutto per ora! Vi ho fatto salire l’acquolina?

Vi lascio di nuovo il link di Ginger for Breakfast (http://www.gingerforbreakfast.it/) e la pagina Facebook, dove trovate tutti gli eventi aggiornatissimi: https://www.facebook.com/GingerForBreakfast/?fref=ts

Se siete di Parma non potete perdere le sue lezioni, mentre se venite da fuori contattatela per organizzare un pranzo o una merenda da lei!

A presto!